LA RIVOLUZIONE DELLE BIOSHOPPER: ECCO TUTTI I CHIARIMENTI DI CNA

LA RIVOLUZIONE DELLE BIOSHOPPER: ECCO TUTTI I CHIARIMENTI DI CNA

L’avvio delle novità relative alla commercializzazione delle borse di plastica (shopper) alla luce delle modifiche al Testo Unico Ambiente approvate con la conversione in Legge del D.L. 91/2017 “Decreto crescita mezzogiorno” ha destato molti dubbi e polemiche.

Questa materia, i cui primi interventi risalgono ormai a molti fa, aveva già causato nel tempo diverse criticità, tanto che la sua evoluzione è stata lunga e complessa ed ha visto la CNA impegnata per supportare le aziende in questa transizione. Infatti, in attuazione della disciplina comunitaria volta a ridurre l’impatto di questi beni sull’ambiente, l’Italia ha adottato un primo divieto per la commercializzazione degli shopper non biodegradabili già a partire dal 2011. Nel tempo si sono susseguite diverse proroghe, determinate da un lato dalla mancata definizione, in fase iniziale, dello standard tecnico in base al quale individuare i sacchetti biodegradabili e, dall’altro, a smaltire le scorte. In questo quadro è intervenuto il decreto Mezzogiorno (provvedimento riguardante una materia assolutamente estranea a quella ambientale) con alcune novità di rilievo in particolare sulla commercializzazione delle borse ultraleggere e sul divieto di commercializzazione gratuita. Da ultimo, una circolare del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha chiarito alcuni aspetti di difficile interpretazione.

La Legge n. 123 del 3 agosto 2017 offre le nuove direttive sugli shopper di plastica leggeri: dal 1° gennaio 2018 anche i sacchetti per alimentari devono essere biodegradabili e compostabili. Le nuove norme riguardano i sacchetti leggeri utilizzati per trasportare la spesa e quelli più leggeri per imbustare frutta e verdura, carne, pesce e prodotti da forno e di gastronomia che si acquistano al banco di mercati, negozi e supermercati i quali non potranno essere riutilizzati per motivi igienico-sanitari. Tutti devono essere biodegradabili e compostabili e avere una certificazione da parte di enti accreditati.

Tutti i sacchetti leggeri e ultraleggeri devono essere ceduti esclusivamente a pagamento, come avviene adesso per gli shopper monouso. Nello scontrino fiscale deve essere riportata la cessione del biodegradabile e indicato separatamente nel registro corrispettivi.

Rimangono esclusi dalla normativa alcune tipologie di buste utilizzate nel settore dell’alimentare sfuso (es. mozzarelle o plastica forata per il pane o foglietti di plastica trasparenti utilizzati al banco salumi) e naturalmente gli imballaggi primari per i prodotti confezionati venduti sugli scaffali.

Nella circolare che segue abbiamo approfondito alcuni aspetti di particolare rilevanza: Nota esplicativa

INFO: CNA Territoriale di Fermo, resp. Agroalimentare Alessia Langiotti, 0734/992746

Pubblicato da: Stella Alfieri

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