Torniamo “ARANCIONI”

Torniamo “ARANCIONI”

L’annuncio del Presidente Acquaroli: dal 6 aprile, Marche zona arancione. Si allentano un po’ le misure di contrasto alla diffusione del Covid19, ma resta la necessità di un impegno personale a continuare ad avere la massima attenzione nei comportamenti individuali rispettando le nuove disposizioni.

Attenzione: ricordiamo che il 3, 4 e 5 aprile tutta Italia è in “zona Rossa”.

Con l’ordinanza del Ministro della Salute, come annunciato dal Presidente Acquaroli, le Marche torneranno “zona arancione”.

Dal 6 aprile e fino al 30 aprile saranno vigente le nuove dispisizioni approvate nell’ultimo Consiglio dei Ministri.

Il decreto proroga fino al 30 aprile 2021 l’applicazione delle disposizioni anti-Covid del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021, salvo quanto diversamente disposto e di alcune misure già previste dal D.L. n. 30/2021.

Nello specifico, dal 6 al 30 aprile:

  • restano chiuse le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • sono sospesi i convegni ed eventi eccetto quelli che si svolgono con modalità a distanza;
  • sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, in altri locali o spazi anche all’aperto;
  • nelle zone arancioni restano aperte le attività commerciali al dettaglio, a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;
  • nelle zone rosse sono chiuse le attività commerciali al dettaglio, eccetto quelle di vendita di generi alimentari e di prima necessità;
  • nelle giornate festive e prefestive, sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali;
  • nelle zone arancioni restano aperti i servizi alla persona.

Inoltre ricordiamo che, in zona arancione:

  • sono sospese le attività del servizio di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio
  • Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze
  • per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 (Bar e altri esercizi simili senza cucina, voce nella quale rientrano bar, pub, birrerie, caffetterie, enoteche) e 47.25 (Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati) l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18.00.
  • restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali e negli aeroporti, nei porti e negli interporti con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
  • La limitazione alle visite a parenti e amici è modificata, fino al 30 aprile, con la possibilità di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale.

Il provvedimento dispone che dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato, sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado. La disposizione non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle regioni. In zona gialla e arancione, è previsto che le scuole secondarie di secondo grado  siano in presenza per almeno il 50% della popolazione studentesca e fino al 75%, il resto in didattica a distanza. Tutti gli altri in presenza, comprese le seconde e terze classi delle secondarie di primo grado.

L’articolo verrà aggiornato con eventuali precisazioni.

Pubblicato da: Stella Alfieri

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