Se lo sciopero proseguirà anche domani, mercoledì 25 gennaio, nel Fermano, così come sta accadendo in altre zone della regione, si rischia il blocco delle linee di produzione delle aziende, causato dalla mancanza delle materie prime, che già iniziano a scarseggiare.

Questa mattina la CNA provinciale di Fermo ha inviato al Prefetto Emilia Zarrilli un documento con il quale si precisa che le sigle sindacali più rappresentative della categoria dell’autotrasporto, che in precedenza avevano indetto lo stato di agitazione, hanno nei giorni scorsi sospeso, per almeno 60 giorni, il ventilato sciopero.

Quindi la quasi totalità delle organizzazioni di categoria è oggi contraria a tale fermo, eccetto una sparuta rappresentanza autonoma che va sotto la sigla di “Trasportounito”, che al momento che sta creando i disagi riscontrabili anche al casello autostradale di Porto Sant’Elpidio.

Riteniamo grave oltre che illegittimo – scrive il presidente CNA – FITA di Fermo, Sandro Capancioni nella lettera recapitata al Prefetto – che una sparuta minoranza possa prevaricare i diritti di chi con senso di responsabilità ha deciso di sospendere ogni forma di agitazione e che impedisca il lavoro a chi non vuole aderire alla protesta, operando di fatto una sorta di sequestro dei mezzi pesanti circolanti. Quello che più ci preoccupa – si legge – sono le azioni violente che mettono a rischio l’incolumità di chi si trova per strada a lavorare”.

 

            La CNA – FITA, pur comprendendo la prudenza del caso adottata, ritiene urgente e necessario un intervento che disinneschi questa situazione in modo chiaro, evitando di trasformare la protesta in un blocco selvaggio e senza regole.

Nel documento inviato al Prefetto Zarrilli, inoltre, la CNA – FITA di Fermo ha chiesto di esaminare con attenzione e tempestività la situazione creatasi, per ripristinare la legalità ed evitare che il braccio di ferro in atto possa  degenerare.